Author: | Bignasca, Andrea |
Year: | 2009 XXXVIII |
Pages: | 377 |
Title: | Dossier NAC: Sull'astrazione della forma artistica |
Content: | Conclude il volume il dossier dedicato quest’anno al fenomeno dell’astrazione come forma artistica, un fenomeno che oggi ricolleghiamo spontaneamente alle tendenze sviluppatesi in Europa a partire dalla fine del 19. secolo, ma che in realtà ha radici antichissime con esiti a dir poco soprendenti. Lo spunto è stato offerto da una pubblicazione di Ranuccio Bianchi Bandinelli uscita nel 1956 dal titolo Organicità e astrazione – che avevo scoperto tanti anni fa nella biblioteca dell’amico pittore Gianni Metalli – e che il Bandinelli definì poi come “il libricino che mi procurò tante noie”. Evidentemente, il grande studioso si era sbilanciato in settori che spaziano dalla preistoria all’arte contemporanea ed era stato per questo attaccato da più parti, ma il fatto che il “libricino” sia stato ristampato a Milano di recente ne conferma la validità di fondo. Le questioni aperte sono di grande interesse e, oggi, non possono dirsi per nulla risolte, anzi vengono continuamente riaperte in quasi ogni mostra di arte contemporanea e pongono quesiti intorno all’arte in assoluto, alle sue forme espressive e al rapporto tra arte e società: come, dove e quando nascono e si sviluppano espressioni artistiche astratte? Qual’è il loro rapporto con le forme organiche e naturalistiche? Quali sono i moventi di astrazione e di organicità ed è lecito, infine, trarre conclusioni in base alle esperienze più recenti? Ogni epoca e ogni civiltà – dalla preistoria al mondo greco fino alle aree settentrionali celtiche e scitiche – hanno conosciuto tendenze astratte, le hanno usate accanto ad espressioni più naturalistiche e hanno differenziato a livello di contenuti per evidenziare la realtà come si vede e, nel caso dell’astrazione, come si sente o si crede che possa essere. E così vanno messi da parte certi equivoci maldestri che considerano l’astrazione solo come puro ornamento o impoverimento di forme. L’astrazione appare invece essere una scelta, complementare all’organicità e non sua tendenza opposta, capace di svelare il divino, il remoto, il magico, nonchè realtà e potenzialità tutte interiori, non rappresentabili in forma organica appunto. In fondo è anche questo il senso ultimo della pittura di Metalli. |